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Registrare e mixare

Registrare la voce a casa: la stanza conta più del microfono

Il difetto che senti nelle registrazioni fatte in casa non è il microfono da ottanta euro. È il muro dietro di te a un metro e mezzo.

6 min di lettura Pubblicato il a cura della redazione Sintony

Ci sono due suoni che arrivano al microfono quando canti: la tua voce, e la tua voce che è rimbalzata sui muri e torna qualche millisecondo dopo. Il secondo è quello che rovina tutto — e nessun microfono, per quanto costoso, sa distinguerli.

Questo è il motivo per cui una registrazione fatta con un microfono buono in una stanza cattiva suona peggio di una fatta con un microfono mediocre in una stanza buona. È anche il motivo per cui la prima spesa da fare non è un microfono.

Come si riconosce il problema

Le prime riflessioni — quelle che tornano entro pochi millisecondi — non si sentono come eco. Si sentono come colore: la voce suona vuota, un po' metallica, come se fosse dentro una scatola. Se hai mai pensato «la mia voce registrata suona amatoriale e non capisco perché», quasi sempre è questo.

La prova del battito di mani

Mettiti dove vorresti registrare e batti le mani forte, una volta. Se senti un «tuinnn» metallico dopo il colpo, hai un problema di riflessioni. Prova in altri punti della casa: quasi sempre ne esiste uno molto migliore degli altri, e trovarlo costa cinque minuti e zero euro.

Dove registrare, in ordine di qualità

  1. Dentro un armadio con i vestiti Suona ridicolo ed è tecnicamente ottimo: i tessuti assorbono le medie e le alte, e le pareti ravvicinate sono coperte. È il posto migliore di casa nella maggior parte dei casi.
  2. Davanti a un armadio aperto Stessa idea, meno scomodo. Canti verso i vestiti.
  3. In una stanza con tappeti, divano, tende, libreria piena Il salotto batte quasi sempre la camera vuota.
  4. Con un piumone teso dietro il microfono Il rimedio dell'ultimo minuto, e funziona davvero.
  5. Mai: bagno, cucina, corridoio, stanze vuote, centro esatto della stanza, angoli.

La logica: quello che conta è cosa c'è dietro al microfono, cioè davanti a te mentre canti — perché la tua voce va lì e torna indietro. Vedi trattamento acustico in cameretta per la versione stabile.

La distanza, e perché conta tanto

Fra i 15 e i 25 centimetri per la maggior parte delle situazioni. Ogni scelta ha conseguenze precise:

DistanzaCosa ottieniCosa rischi
5-10 cmVoce intima, bassi pieni (effetto di prossimità)Plosive, respiri, ogni movimento della bocca
15-25 cmEquilibrio. Il campo normale.Nulla di particolare
40 cm e oltreAria, naturalezzaEntra la stanza — cioè il problema
Canta di lato, non frontale

Ruota il microfono di venti o trenta gradi rispetto alla bocca, oppure canta di sbieco. Le consonanti esplosive — p, b, t — mandano una raffica d'aria che colpisce la capsula e produce un colpo sordo che in mix è quasi impossibile togliere. Ruotare risolve gratis quello che un filtro anti-pop risolve a pagamento (e un filtro anti-pop più la rotazione risolvono tutto).

Il livello: -12 dB, non di più

L'istinto è registrare forte. È sbagliato, e viene dall'epoca del nastro, dove alzare il livello serviva a coprire il fruscio.

Oggi si registra in digitale a 24 bit, e a 24 bit il rumore di fondo del sistema è così basso che non c'è nessun vantaggio a registrare forte. C'è invece un rischio enorme: se superi lo zero, il segnale viene tagliato, e quella distorsione non si toglie in nessun modo. Il file è da rifare.

Mira ai picchi intorno a -12 dB, con la parte più forte che non passa -6. Sembrerà basso. Va bene: il volume si alza dopo, e il margine che ti resti è assicurazione gratis.

La cuffia: chiusa, e a basso volume

Chiusa, non aperta: se il microfono raccoglie la base che esce dalla cuffia, quella base entra nella traccia vocale e non si toglie più — e in mix ti ritrovi due copie della base sfasate.

E a volume basso, per una ragione tecnica che pochi conoscono: se la base è forte in cuffia, canterai più stonato, perché non senti bene la tua voce per via della conduzione ossea. Il trucco dei cantanti di studio — una cuffia mezza sfilata, un orecchio libero — serve esattamente a questo.

Il metodo delle tre prese

Non registrare una volta e lavorarci sopra. Registra la canzone intera tre volte di fila, senza fermarti a giudicare.

  • La prima è tesa. Serve a scaldarsi.
  • La seconda è controllata. È quella tecnicamente più corretta.
  • La terza è quella in cui hai smesso di pensare. Nove volte su dieci è la migliore.

Poi si sceglie, e si può comporre la versione finale prendendo pezzi da tutte e tre. È il metodo standard, non un ripiego.

Cosa fare prima di premere registra

  1. Spegni tutto quello che ronza Frigorifero, condizionatore, computer con la ventola. Il rumore di fondo entra e non si toglie.
  2. Bevi acqua a temperatura ambiente Niente latte, niente bibite gassate, niente troppo freddo.
  3. Scalda la voce cinque minuti Anche solo canticchiando. La voce fredda ha un timbro diverso, e si sente.
  4. Registra trenta secondi di silenzio Serve dopo, in mix, per capire quanto rumore di fondo hai.
  5. Metti il telefono in modalità aereo Le interferenze della rete cellulare entrano nei cavi analogici. È un ronzio riconoscibile e imprevedibile.

Le cinque cose che si sentono in una registrazione casalinga

Se una traccia «suona amatoriale» ma non sai dire perché, è quasi sempre una di queste cinque. Sono elencate in ordine di frequenza.

DifettoCome si riconosceRimedio
Riflessioni della stanzaVoce vuota, un po' metallica, «in scatola»Materiale morbido davanti a chi canta
PlosiveColpi sordi sulle p e sulle bRuotare il microfono, anti-pop
Rumore di fondo costanteUn fruscio che si sente nelle pauseSpegnere ventole e frigorifero, avvicinarsi
Livello troppo altoDistorsione sui picchi, irreversibileRegistrare a -12 dB
Rientri dalla cuffiaLa base si sente dentro la traccia vocaleCuffie chiuse, volume basso

I respiri, e cosa farne

Una traccia vocale contiene molti più respiri di quanti se ne notino ascoltando dal vivo, perché il microfono è vicino e li amplifica. La tentazione è toglierli tutti; è un errore.

  • I respiri prima di una frase intensa vanno tenuti. Comunicano lo sforzo, e senza di loro la voce suona artificiale — è uno dei modi in cui si riconosce una voce troppo lavorata.
  • I respiri nelle pause lunghe vanno abbassati, non cancellati. Ridurli di 6-10 dB li rende presenti ma non invadenti.
  • I rumori di bocca — quegli schiocchi che si sentono prima di parlare — vanno tolti. Quelli non comunicano niente.

Cancellare un respiro creando un silenzio digitale assoluto è la mossa che suona peggio di tutte: il salto da rumore ambientale a silenzio totale è udibile. Se proprio devi togliere, sostituisci con un pezzetto del rumore di fondo — ecco a cosa servono i trenta secondi di silenzio registrati all'inizio.

Gli errori che si pagano dopo

  • Registrare con effetti già applicati. Riverbero o autotune scritti nel file sono irreversibili. Registra pulito, gli effetti si mettono dopo — puoi ascoltarli mentre canti senza inciderli.
  • Cambiare posizione fra una presa e l'altra. Il timbro cambia, e in mix le parti non si incollano. Segna il punto sul pavimento.
  • Registrare a un livello diverso ogni volta. Stessa ragione.
  • Buttare le prese «sbagliate». Spesso contengono la riga migliore di tutta la sessione.

Domande frequenti

Come faccio a registrare la voce senza una cabina?

Trova il punto più «morto» della casa — di solito un armadio aperto pieno di vestiti o una stanza con tappeti e divano — e canta verso il materiale morbido, non verso un muro nudo. Conta molto più questo che il microfono usato.

A che livello devo registrare la voce?

Picchi intorno a -12 dB, mai oltre -6. In digitale a 24 bit non c'è nessun vantaggio a registrare forte, e superare lo zero produce una distorsione irreversibile: il file va rifatto.

Perché la mia voce registrata suona finta o metallica?

Quasi sempre sono le prime riflessioni della stanza: la tua voce rimbalza sui muri e torna nel microfono qualche millisecondo dopo. Non si sente come eco, si sente come colore innaturale. Il rimedio è mettere materiale morbido fra te e la superficie che riflette.

Serve il filtro anti-pop?

Aiuta, ma ruotare leggermente il microfono rispetto alla bocca ottiene gran parte dello stesso risultato e costa zero. Se registri spesso, un anti-pop è una spesa piccola e sensata — usato insieme alla rotazione, non al posto.

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