Ci sono due suoni che arrivano al microfono quando canti: la tua voce, e la tua voce che è rimbalzata sui muri e torna qualche millisecondo dopo. Il secondo è quello che rovina tutto — e nessun microfono, per quanto costoso, sa distinguerli.
Questo è il motivo per cui una registrazione fatta con un microfono buono in una stanza cattiva suona peggio di una fatta con un microfono mediocre in una stanza buona. È anche il motivo per cui la prima spesa da fare non è un microfono.
Come si riconosce il problema
Le prime riflessioni — quelle che tornano entro pochi millisecondi — non si sentono come eco. Si sentono come colore: la voce suona vuota, un po' metallica, come se fosse dentro una scatola. Se hai mai pensato «la mia voce registrata suona amatoriale e non capisco perché», quasi sempre è questo.
Mettiti dove vorresti registrare e batti le mani forte, una volta. Se senti un «tuinnn» metallico dopo il colpo, hai un problema di riflessioni. Prova in altri punti della casa: quasi sempre ne esiste uno molto migliore degli altri, e trovarlo costa cinque minuti e zero euro.
Dove registrare, in ordine di qualità
- Dentro un armadio con i vestiti Suona ridicolo ed è tecnicamente ottimo: i tessuti assorbono le medie e le alte, e le pareti ravvicinate sono coperte. È il posto migliore di casa nella maggior parte dei casi.
- Davanti a un armadio aperto Stessa idea, meno scomodo. Canti verso i vestiti.
- In una stanza con tappeti, divano, tende, libreria piena Il salotto batte quasi sempre la camera vuota.
- Con un piumone teso dietro il microfono Il rimedio dell'ultimo minuto, e funziona davvero.
- Mai: bagno, cucina, corridoio, stanze vuote, centro esatto della stanza, angoli.
La logica: quello che conta è cosa c'è dietro al microfono, cioè davanti a te mentre canti — perché la tua voce va lì e torna indietro. Vedi trattamento acustico in cameretta per la versione stabile.
La distanza, e perché conta tanto
Fra i 15 e i 25 centimetri per la maggior parte delle situazioni. Ogni scelta ha conseguenze precise:
| Distanza | Cosa ottieni | Cosa rischi |
|---|---|---|
| 5-10 cm | Voce intima, bassi pieni (effetto di prossimità) | Plosive, respiri, ogni movimento della bocca |
| 15-25 cm | Equilibrio. Il campo normale. | Nulla di particolare |
| 40 cm e oltre | Aria, naturalezza | Entra la stanza — cioè il problema |
Ruota il microfono di venti o trenta gradi rispetto alla bocca, oppure canta di sbieco. Le consonanti esplosive — p, b, t — mandano una raffica d'aria che colpisce la capsula e produce un colpo sordo che in mix è quasi impossibile togliere. Ruotare risolve gratis quello che un filtro anti-pop risolve a pagamento (e un filtro anti-pop più la rotazione risolvono tutto).
Il livello: -12 dB, non di più
L'istinto è registrare forte. È sbagliato, e viene dall'epoca del nastro, dove alzare il livello serviva a coprire il fruscio.
Oggi si registra in digitale a 24 bit, e a 24 bit il rumore di fondo del sistema è così basso che non c'è nessun vantaggio a registrare forte. C'è invece un rischio enorme: se superi lo zero, il segnale viene tagliato, e quella distorsione non si toglie in nessun modo. Il file è da rifare.
Mira ai picchi intorno a -12 dB, con la parte più forte che non passa -6. Sembrerà basso. Va bene: il volume si alza dopo, e il margine che ti resti è assicurazione gratis.
La cuffia: chiusa, e a basso volume
Chiusa, non aperta: se il microfono raccoglie la base che esce dalla cuffia, quella base entra nella traccia vocale e non si toglie più — e in mix ti ritrovi due copie della base sfasate.
E a volume basso, per una ragione tecnica che pochi conoscono: se la base è forte in cuffia, canterai più stonato, perché non senti bene la tua voce per via della conduzione ossea. Il trucco dei cantanti di studio — una cuffia mezza sfilata, un orecchio libero — serve esattamente a questo.
Il metodo delle tre prese
Non registrare una volta e lavorarci sopra. Registra la canzone intera tre volte di fila, senza fermarti a giudicare.
- La prima è tesa. Serve a scaldarsi.
- La seconda è controllata. È quella tecnicamente più corretta.
- La terza è quella in cui hai smesso di pensare. Nove volte su dieci è la migliore.
Poi si sceglie, e si può comporre la versione finale prendendo pezzi da tutte e tre. È il metodo standard, non un ripiego.
Cosa fare prima di premere registra
- Spegni tutto quello che ronza Frigorifero, condizionatore, computer con la ventola. Il rumore di fondo entra e non si toglie.
- Bevi acqua a temperatura ambiente Niente latte, niente bibite gassate, niente troppo freddo.
- Scalda la voce cinque minuti Anche solo canticchiando. La voce fredda ha un timbro diverso, e si sente.
- Registra trenta secondi di silenzio Serve dopo, in mix, per capire quanto rumore di fondo hai.
- Metti il telefono in modalità aereo Le interferenze della rete cellulare entrano nei cavi analogici. È un ronzio riconoscibile e imprevedibile.
Le cinque cose che si sentono in una registrazione casalinga
Se una traccia «suona amatoriale» ma non sai dire perché, è quasi sempre una di queste cinque. Sono elencate in ordine di frequenza.
| Difetto | Come si riconosce | Rimedio |
|---|---|---|
| Riflessioni della stanza | Voce vuota, un po' metallica, «in scatola» | Materiale morbido davanti a chi canta |
| Plosive | Colpi sordi sulle p e sulle b | Ruotare il microfono, anti-pop |
| Rumore di fondo costante | Un fruscio che si sente nelle pause | Spegnere ventole e frigorifero, avvicinarsi |
| Livello troppo alto | Distorsione sui picchi, irreversibile | Registrare a -12 dB |
| Rientri dalla cuffia | La base si sente dentro la traccia vocale | Cuffie chiuse, volume basso |
I respiri, e cosa farne
Una traccia vocale contiene molti più respiri di quanti se ne notino ascoltando dal vivo, perché il microfono è vicino e li amplifica. La tentazione è toglierli tutti; è un errore.
- I respiri prima di una frase intensa vanno tenuti. Comunicano lo sforzo, e senza di loro la voce suona artificiale — è uno dei modi in cui si riconosce una voce troppo lavorata.
- I respiri nelle pause lunghe vanno abbassati, non cancellati. Ridurli di 6-10 dB li rende presenti ma non invadenti.
- I rumori di bocca — quegli schiocchi che si sentono prima di parlare — vanno tolti. Quelli non comunicano niente.
Cancellare un respiro creando un silenzio digitale assoluto è la mossa che suona peggio di tutte: il salto da rumore ambientale a silenzio totale è udibile. Se proprio devi togliere, sostituisci con un pezzetto del rumore di fondo — ecco a cosa servono i trenta secondi di silenzio registrati all'inizio.
Gli errori che si pagano dopo
- Registrare con effetti già applicati. Riverbero o autotune scritti nel file sono irreversibili. Registra pulito, gli effetti si mettono dopo — puoi ascoltarli mentre canti senza inciderli.
- Cambiare posizione fra una presa e l'altra. Il timbro cambia, e in mix le parti non si incollano. Segna il punto sul pavimento.
- Registrare a un livello diverso ogni volta. Stessa ragione.
- Buttare le prese «sbagliate». Spesso contengono la riga migliore di tutta la sessione.
Domande frequenti
Come faccio a registrare la voce senza una cabina?
Trova il punto più «morto» della casa — di solito un armadio aperto pieno di vestiti o una stanza con tappeti e divano — e canta verso il materiale morbido, non verso un muro nudo. Conta molto più questo che il microfono usato.
A che livello devo registrare la voce?
Picchi intorno a -12 dB, mai oltre -6. In digitale a 24 bit non c'è nessun vantaggio a registrare forte, e superare lo zero produce una distorsione irreversibile: il file va rifatto.
Perché la mia voce registrata suona finta o metallica?
Quasi sempre sono le prime riflessioni della stanza: la tua voce rimbalza sui muri e torna nel microfono qualche millisecondo dopo. Non si sente come eco, si sente come colore innaturale. Il rimedio è mettere materiale morbido fra te e la superficie che riflette.
Serve il filtro anti-pop?
Aiuta, ma ruotare leggermente il microfono rispetto alla bocca ottiene gran parte dello stesso risultato e costa zero. Se registri spesso, un anti-pop è una spesa piccola e sensata — usato insieme alla rotazione, non al posto.