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Mixare la voce: l'ordine giusto delle operazioni

La voce deve stare davanti a tutto. Il modo per ottenerlo quasi mai è alzarne il volume.

5 min di lettura Pubblicato il a cura della redazione Sintony

Nella musica cantata la voce è il centro, e tutto il resto del mix esiste in funzione sua. Il problema è che alzare il volume della voce oltre un certo punto la stacca dal brano — sembra incollata sopra — invece di metterla davanti.

La soluzione è farle spazio, non farla più forte.

Prima di toccare qualunque effetto

  1. Pulisci la traccia Togli i silenzi fra le frasi: respiri, rumori di bocca, fruscio della stanza. È noioso e cambia più di qualunque plugin.
  2. Metti a posto i livelli a mano Le parole troppo forti abbassate, quelle deboli alzate — sulla forma d'onda, prima di ogni compressione. Questa fase riduce di molto il lavoro che dovrà fare il compressore, e un compressore che lavora poco suona meglio.
  3. Sistema l'intonazione, se serve Prima degli effetti, e con misura.
Il segreto poco raccontato

La maggior parte del lavoro sulla voce nei dischi che ascolti non è fatta da plugin: è fatta a mano, parola per parola, sulla forma d'onda. È lento, non c'è niente da imparare tecnicamente, ed è la differenza più grande fra una voce amatoriale e una professionale.

L'ordine della catena

Non è l'unico possibile, ma è quello che funziona nella grande maggioranza dei casi:

#CosaPerché lì
1Filtro passa-altoToglie il fango sotto la voce prima che il compressore lo veda
2EQ sottrattivoTogliere le frequenze fastidiose. Prima di comprimere.
3CompressoreUniforma il livello
4De-esserControlla le «esse». Dopo il compressore, che le ha esaltate.
5EQ additivoAggiungere carattere. Dopo, così senti il risultato vero.
6Riverbero e delayIn mandata, non sulla traccia. Vedi riverbero e delay.

Le frequenze della voce, con i numeri

ZonaCosa c'èCosa fare
Sotto 80 HzNiente di utile: rumore, vibrazioniTagliare senza esitare
100-250 HzCorpo e caloreSe è gonfia, togliere qui con cautela
250-500 HzLa zona del fangoQuasi sempre un taglio largo e leggero aiuta
1-3 kHzPresenza, intelligibilitàLa zona che fa «uscire» la voce
3-6 kHzAttacco delle consonantiPoco e con giudizio: qui si diventa aggressivi
5-9 kHzLe sibilanti (s, z, sc)Territorio del de-esser
Sopra 10 kHzAriaUn lieve rialzo largo dà «respiro»

Questi numeri sono orientativi e vanno spostati per ogni voce: una voce maschile grave e una femminile acuta hanno il corpo in punti diversi. Cerca sempre a orecchio, non a occhio.

Il compressore sulla voce

La voce è la traccia che ha più bisogno di compressione, perché la differenza fra la parola più piano e quella più forte in una frase cantata è enorme.

Impostazioni di partenza, da adattare:

  • Rapporto 3:1 o 4:1
  • Attacco medio (10-30 ms): lascia passare l'attacco delle consonanti, che è quello che fa capire le parole
  • Rilascio abbastanza veloce da tornare su prima della parola successiva
  • Riduzione 3-6 dB sui picchi
Due compressori leggeri battono uno pesante

Se ti servono 10 dB di riduzione, un compressore solo suonerà schiacciato. Due in serie che ne fanno 5 ciascuno suonano naturali. È la tecnica standard nella produzione vocale, e costa solo un plugin in più.

Far spazio: la mossa che risolve davvero

Se la voce non si sente, il problema quasi sempre non è la voce: è qualcos'altro che occupa la sua stessa zona di frequenza. I colpevoli abituali sono chitarre, tastiere e cori nella fascia 1-4 kHz.

Tre rimedi, in ordine di eleganza:

  1. Riarrangia Sposta la tastiera di un'ottava, o falla tacere quando c'è la voce. È la soluzione migliore e costa zero.
  2. Taglia negli altri, non alzare nella voce Un taglio di 2-3 dB intorno ai 2 kHz sulle chitarre libera lo spazio senza toccare la voce.
  3. Compressione laterale Un compressore sulle tastiere pilotato dalla voce: quando la voce entra, le tastiere scendono di un decibel o due. È impercettibile e molto efficace.

Voce lontana o vicina

La profondità non si fa col volume, si fa con questi tre parametri:

  • Quantità di riverbero — più riverbero, più lontano
  • Alte frequenze — l'aria assorbe gli acuti con la distanza: meno alti, più lontano
  • Ritardo pre-riverbero — un ritardo di 20-40 ms fra voce e riverbero tiene la voce davanti anche con molto riverbero

Quest'ultimo è il parametro che fa la differenza fra una voce «bagnata ma davanti» e una voce persa dentro un riverbero.

L'ordine di partenza del mix

Un mix si costruisce in un ordine, e partire dalla parte sbagliata è la causa più comune di ore buttate.

  1. Tutti i fader a zero Silenzio totale. Si riparte da lì.
  2. Alza la voce da sola Portala a un livello che ti sembra giusto e non toccarla più: sarà il riferimento di tutto il resto.
  3. Aggiungi cassa e basso Devono stare sotto la voce, non sopra.
  4. Aggiungi il resto della batteria
  5. Aggiungi gli armonici Chitarre, tastiere, archi.
  6. Aggiungi i dettagli Percussioni, effetti, cori.

Il punto due è quello che cambia tutto: partendo dalla voce, ogni elemento successivo deve guadagnarsi lo spazio senza coprirla. Partendo dalla batteria — che è l'abitudine più diffusa — la voce arriva per ultima e deve farsi largo a spinte, e finisce sempre troppo forte o troppo piano.

La compressione parallela

Una tecnica che risolve un dilemma reale: la voce ha bisogno di essere costante, ma comprimerla molto le toglie vita.

La soluzione è non scegliere: si tiene la voce non compressa e le si affianca una copia compressa moltissimo, mescolandola sotto a basso volume. La copia compressa riempie i buchi nei momenti piano; l'originale conserva i picchi e la dinamica.

Come si imposta

Manda la voce a un canale ausiliario. Su quel canale metti un compressore con rapporto alto (8:1 o più) e soglia bassa, in modo da ridurre di 10-15 dB. Poi alza quel canale finché non lo senti appena — di solito 15-20 dB sotto la voce principale. Non deve essere udibile come effetto: deve solo far sembrare la voce più presente.

I raddoppi e i cori

  • Raddoppio: canta la stessa parte una seconda volta e mettila al centro sotto la principale, molto più bassa. Ispessisce senza allargare.
  • Cori larghi: due prese diverse, una tutta a sinistra e una tutta a destra. Creano ampiezza e lasciano il centro alla voce principale.
  • Il ritornello: se vuoi che esploda, aggiungi i cori larghi solo lì. È il modo più efficace di far sembrare enorme un ritornello.

Domande frequenti

In che ordine si mettono gli effetti sulla voce?

Filtro passa-alto, EQ sottrattivo, compressore, de-esser, EQ additivo, e infine riverbero e delay in mandata separata. L'ordine conta: comprimere prima di togliere le frequenze fastidiose significa far reagire il compressore proprio a quelle.

Perché la mia voce non si sente nel mix?

Quasi sempre perché qualcos'altro occupa la sua stessa fascia di frequenza, tipicamente fra 1 e 4 kHz: chitarre, tastiere, cori. Il rimedio è togliere spazio agli altri, non alzare la voce — alzarla la stacca dal brano invece di metterla davanti.

Quanto devo comprimere la voce?

Una riduzione di 3-6 dB sui picchi è un punto di partenza ragionevole per la voce cantata. Se ti serve molto di più, meglio usare due compressori leggeri in serie che uno pesante: il risultato è molto più naturale.

Come si tolgono le esse fastidiose?

Con un de-esser, che è un compressore che agisce solo sulla banda delle sibilanti, di solito fra 5 e 9 kHz. Va messo dopo il compressore principale, perché è la compressione a esaltare le esse. Se sono pochissimi punti, abbassarli a mano sulla forma d'onda dà il risultato migliore.

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