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Scrivere canzoni

Scrivere una canzone d'amore senza dire cose già dette

Il tema più frequentato della storia della musica è anche il più difficile: tutto è già stato detto, quindi conta solo come lo dici tu.

5 min di lettura Pubblicato il a cura della redazione Sintony

Le canzoni d'amore sono la maggioranza assoluta di quello che viene scritto, e la maggioranza assoluta di quello che viene scritto male. Non perché il tema sia banale — è il tema più serio che ci sia — ma perché è quello in cui è più facile scrivere frasi che sembrano vere senza esserlo.

Perché suonano tutte uguali

Perché descrivono l'emozione invece della situazione. E le emozioni, all'ingrosso, sono le stesse per tutti: ti manco, mi manchi, non riesco a smettere di pensarti. Sono vere e sono di nessuno, quindi non arrivano a nessuno.

Le situazioni invece sono uniche. Nessuno ha il tuo stesso ricordo di quella sera precisa, e il ricordo preciso è esattamente ciò che permette a chi ascolta di sostituirci il proprio.

Chi ascolta non vuole sapere cosa hai provato. Vuole sentire la stessa cosa che hai provato tu — e per farlo gli serve la stanza, non il riassunto.

Le tre sostituzioni che salvano un testo

Invece diScriviPerché funziona
«Mi manchi»Un oggetto rimasto lìL'assenza si vede meglio nelle cose
«Ti amo»Una cosa che fai per leiLe azioni sono verificabili, le dichiarazioni no
«Ho sofferto tanto»Un'ora, un giorno, un postoLa misura rende reale

Il momento, non la storia

L'errore più comune è raccontare tutta la relazione: come vi siete conosciuti, cosa è successo, come è finita. Sono tre minuti per due anni di vita, e il risultato è un riassunto.

Le canzoni d'amore che restano scelgono un momento solo, spesso minuscolo, e ci stanno dentro per tre minuti: la sera in cui hai capito, i dieci minuti alla fermata, la mattina dopo. Tutto il resto della storia entra di riflesso, e chi ascolta lo ricostruisce da solo.

L'esercizio dei quattro minuti

Scegli l'arco di tempo più breve possibile in cui è successo qualcosa di decisivo. Non «quell'estate»: i quattro minuti fra quando ha detto quella cosa e quando hai risposto. Scrivi solo quelli. È il vincolo che trasforma un testo generico in un testo.

I momenti che nessuno scrive, e che funzionano

La canzone d'amore standard copre due situazioni: l'innamoramento e la fine. In mezzo c'è un territorio enorme e quasi vuoto, dove è molto più facile dire qualcosa di non già detto:

  • La settimana in cui sapevi già che sarebbe finita ma non l'avevi ancora detto.
  • Il momento in cui hai smesso di soffrire e ti è dispiaciuto.
  • L'amicizia che non diventa altro, e va bene così.
  • L'amore normale, che dura, senza catastrofi. Il territorio meno frequentato di tutti.
  • La persona che ti piaceva quando ne stavi con un'altra, e non è successo niente.
  • Rivedersi dopo anni e non provare nulla.

Il punto di vista

Quasi tutte le canzoni d'amore sono in prima persona rivolte a un «tu». Funziona, ed è consumato. Le alternative costano nulla e cambiano tutto:

  • Terza persona. Racconta la stessa storia come se riguardasse due altri. La distanza permette cose che in prima persona sembrerebbero smielate.
  • Il punto di vista dell'altro. Scrivi quello che avrebbe detto lei. È l'esercizio più difficile e quello che produce i risultati più interessanti.
  • Il testimone. Qualcuno che ha visto: un amico, un barista, la città.

Il rischio dello smielato, e come si evita

Un testo diventa smielato quando dichiara l'intensità del sentimento invece di mostrarla. «Ti amo da morire», «sei tutto per me», «senza di te non respiro»: sono superlativi, e i superlativi non aumentano l'effetto, lo diluiscono.

Il rimedio è meccanico e funziona sempre: togli tutti gli avverbi di intensità — tanto, tantissimo, da morire, per sempre, mai più. Rileggi. Nove volte su dieci il testo è più forte, perché adesso l'intensità la deve produrre la situazione, e quello che resta è vero.

Il tempo verbale, che cambia tutto

Una scelta piccola con conseguenze grandi, e che quasi nessuno fa consapevolmente.

TempoEffettoRischio
PresenteSta succedendo adesso: massima immediatezzaNessuna prospettiva, nessun giudizio
PassatoC'è distanza, quindi c'è comprensionePuò diventare un resoconto
FuturoPromessa o minaccia. Molto raro, molto forte.Facilmente retorico
CondizionaleQuello che sarebbe potuto succedereIl più malinconico di tutti, da dosare

La mossa più efficace è il cambio: strofe al passato e ritornello al presente. Racconti una cosa finita, e nel ritornello quella cosa sta ancora succedendo — che è esattamente come funziona la memoria di una storia importante.

Il «tu» che non è sempre la stessa persona

Nella canzone d'amore il «tu» viene dato per scontato: è la persona amata. Ma può essere altro, e cambiare destinatario è uno dei modi più semplici di rinnovare un testo:

  • Te stesso di allora. «Non dovevi fidarti» detto a sé stessi è tutt'altra canzone.
  • Chi verrà dopo. Parlare alla persona successiva della persona amata.
  • Nessuno. Un «tu» generico che chi ascolta riempie con chi vuole. È la scelta più aperta, e la più difficile da rendere non generica.
  • Un oggetto o un luogo. Parlare alla casa, alla città, alla stanza.

La cosa che rende credibile una canzone d'amore

Se ne può indicare una sola, ed è questa: l'ambivalenza.

Le canzoni che restano quasi mai dicono una cosa sola. Dicono «mi manchi e non voglio che torni», «è finita bene e mi fa male», «non ti ho amato abbastanza e non è colpa mia». È l'ambivalenza a suonare vera, perché è così che funzionano davvero i sentimenti — e una canzone che dice una cosa sola, per quanto intensa, suona come una dichiarazione, non come un'esperienza.

Se la stai scrivendo per una persona vera

È il caso più comune e ha una regola sua: quella canzone deve funzionare per lei, non per il pubblico. Sono obiettivi diversi e vanno tenuti separati.

Una canzone scritta per una persona può permettersi riferimenti che nessun altro capisce — anzi, sono proprio quelli che la rendono un regalo invece che un contenuto. Non cercare di renderla universale: la renderesti generica, cioè esattamente il difetto da cui siamo partiti.

Se poi vuoi che sia anche pubblicabile, la mossa giusta non è togliere i riferimenti privati: è aggiungere abbastanza contesto perché chi non c'era senta di aver capito qualcosa. Ma prima viene lei.

Domande frequenti

Come faccio a non essere banale in una canzone d'amore?

Sostituisci ogni dichiarazione di sentimento con un fatto concreto: un oggetto, un'ora, un gesto. E restringi il tempo: un momento preciso invece di una storia intera. Sono le due mosse che risolvono la maggior parte dei testi generici.

Si può scrivere una canzone d'amore per una persona reale e poi pubblicarla?

Sì, e succede continuamente. Vale la pena avvisarla prima, soprattutto se ci sono dettagli riconoscibili: una canzone è pubblica per sempre. Se ci sono fatti privati di terzi, valuta di renderli meno identificabili — non per il diritto, per rispetto.

Meglio scrivere subito dopo o lasciar passare del tempo?

Subito per gli appunti, dopo per la canzone. A caldo hai i dettagli veri, che scompaiono in fretta; a freddo hai la struttura e il giudizio. Molti autori annotano nei giorni stessi e scrivono mesi dopo, partendo da quegli appunti.

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