Il titolo fa tre lavori insieme, e sono in tensione fra loro: deve dire di cosa parla il pezzo, deve essere memorabile, e deve essere digitabile da chi ha sentito la canzone una volta in un bar. Il terzo è quello che tutti dimenticano, ed è quello che decide se il brano verrà mai ritrovato.
Dove sta il titolo
Nella maggior parte delle canzoni è dentro il ritornello, spesso all'inizio o alla fine. Non è convenzione: è funzionale. Se il titolo è la frase che si canta nel punto più memorabile del brano, chi l'ha sentita una volta ha una probabilità reale di ricordarla e cercarla.
Da qui la conseguenza pratica: se il titolo non compare nel testo, deve essere così forte da giustificarlo. Un titolo astratto e assente dal testo rende il brano quasi irrintracciabile per chi non conosce l'artista.
I titoli che funzionano, per tipo
| Tipo | Come funziona | Rischio |
|---|---|---|
| La frase del ritornello | Massima ritrovabilità | Nessuno, se la frase è distintiva |
| Il dettaglio concreto | Incuriosisce e si ricorda | Può non dire nulla senza il pezzo |
| La parola sola | Forte e pulito | Alta probabilità di omonimia |
| La frase parlata | Suona vera | Se troppo lunga non si ricorda |
| Il nome proprio | Tradizione lunghissima nella canzone italiana | Restringe l'identificazione |
Il problema pratico dell'omonimia
Questa è la parte che non si legge quasi mai e che conta il giorno della pubblicazione. I titoli non sono protetti da diritto d'autore: puoi intitolare un brano come un altro brano esistente, ed è perfettamente legale.
Ma è quasi sempre una pessima idea, per una ragione puramente pratica. Se il tuo brano si chiama come un pezzo famoso, chi lo cerca troverà l'altro — e le piattaforme, dovendo scegliere quale mostrare per prima, mostreranno quello con più ascolti. Che non sarai tu.
Cerca il titolo esatto su una piattaforma di streaming, insieme al tuo nome d'arte. Se compaiono decine di risultati, valuta di cambiarlo o di renderlo più specifico. Cinque minuti di verifica adesso valgono più di qualunque strategia dopo. Vedi anche copertina e metadati.
Gli errori che rendono un brano introvabile
- Titoli di una parola comunissima. «Notte», «Sola», «Via». Bellissimi e sepolti sotto migliaia di omonimi.
- Caratteri strani. Punteggiatura decorativa, maiuscole in mezzo, simboli. Chi cerca non li digiterà mai come li hai scritti.
- Titolo diverso dal testo. Chi ricorda una frase del ritornello e la cerca non trova niente.
- Titoli lunghissimi. Vengono troncati nelle interfacce e nessuno li ricorda per intero.
Il titolo come strumento di scrittura
Rovesciando la prospettiva, il titolo può venire prima ed essere la cosa che genera la canzone. È uno dei metodi più produttivi che esistano: una frase che ti piace, e poi la domanda «che canzone conterrebbe questa frase?».
Funziona perché un buon titolo contiene già una tensione — dice qualcosa e ne nasconde un'altra — e quella tensione è esattamente ciò che serve per costruire le strofe. È il metodo numero sette in trovare idee per un testo.
Un titolo che spiega tutto non lascia niente da fare alla canzone.
Dove si trovano i titoli
I titoli buoni raramente si «inventano»: si notano. I posti in cui compaiono più spesso:
- Nel mezzo del tuo testo. Spesso il titolo è già dentro la canzone, in una riga che non pensavi fosse importante. Rileggi il testo cercando la frase più strana, non la più bella.
- In una cosa detta da qualcun altro. Le frasi vere hanno una sintassi che non inventeresti.
- In un errore. Una parola scritta male, un'espressione storta, un'espressione tradotta male da un'altra lingua.
- In un dettaglio concreto. Un oggetto, un luogo, un'ora. «Le tre di notte» dice più di «Insonnia».
Il titolo e la ricerca vocale
Una considerazione pratica che vent'anni fa non esisteva: molte persone cercano una canzone dicendola ad alta voce a un assistente. Questo premia i titoli pronunciabili e penalizza quelli che si possono dire in più modi.
- Titoli con numeri: si dice «diciassette» o «uno sette»? Se c'è ambiguità, ci sono due modi di sbagliare la ricerca.
- Titoli in una lingua diversa da quella del brano: chi cerca deve indovinare la pronuncia.
- Titoli con parole rare: se non si sa scrivere, non si trova.
Non è un motivo per rinunciare a un titolo che ami. È un motivo per sapere che costo ha, e per assicurarti che la frase-gancio del ritornello sia comunque ricercabile.
I titoli lunghi, e quando funzionano
Esistono titoli lunghissimi e memorabili: funzionano quando sono frasi complete e parlate, cioè quando si ricordano come si ricorda una cosa detta, non come si ricorda un'etichetta.
Non funzionano quando sono descrizioni: «Una canzone per te che non ci sei più» si dimentica; «Non ti ho mai chiesto scusa» resta. La differenza è che il secondo è qualcosa che una persona direbbe.
Come si decide, alla fine
Tre domande, in questo ordine:
- Qualcuno che ha sentito il pezzo una volta lo digiterebbe così? Se no, cambialo, per quanto sia bello.
- Dice qualcosa senza dire tutto? Un titolo deve incuriosire, non riassumere.
- È già di qualcun altro? Non è illegale, ma sappi cosa stai scegliendo.
E se sei indeciso fra due: scegli quello più concreto. «Il tuo maglione blu» batte «Ricordi» quasi sempre — è più difficile da confondere, più facile da ricordare, e dice già in che mondo si entra.
Domande frequenti
Il titolo di una canzone è protetto dal diritto d'autore?
In generale no: i titoli, in quanto tali, non godono di protezione autonoma perché troppo brevi per costituire un'opera. Puoi quindi intitolare un brano come un altro esistente. Restano fuori i casi in cui un titolo sia registrato come marchio o il suo uso configuri concorrenza sleale, ma per la musica indipendente non è la situazione tipica.
Il titolo deve essere nel ritornello?
Non deve, ma nella grande maggioranza delle canzoni lo è, ed è una scelta pratica: rende il brano ritrovabile da chi lo ha sentito una volta sola. Se scegli un titolo che non compare nel testo, verifica che sia abbastanza distintivo da essere cercato lo stesso.
Meglio un titolo in italiano o in inglese?
Dipende dalla lingua del brano, e la coerenza conta più della lingua: un titolo inglese su un pezzo in italiano funziona se il brano ha un'identità internazionale, stona se il testo è fortemente italiano. Un titolo inglese generico è anche più esposto all'omonimia.