Trasporre vuol dire spostare tutte le note di un brano dello stesso intervallo, in su o in giù. Le relazioni fra le note restano identiche — la canzone è la stessa — cambia solo l'altezza assoluta.
Nella pratica, si traspone quasi sempre per un motivo solo: la voce.
Come si fa, in tre passi
- Conta i semitoni di spostamento Da Do a Re sono due semitoni in su. Da Do a La sono tre in giù (o nove in su, che è lo stesso).
- Sposta ogni accordo dello stesso numero Tutti, nessuno escluso, mantenendo maggiore/minore/settima com'erano.
- Verifica cantando Il passo che quasi nessuno fa e che è l'unico che conta.
La tabella dei dodici semitoni
Le dodici note, in ordine. Da qualunque punto, spostarsi di N caselle a destra è salire di N semitoni:
Do · Do# · Re · Re# · Mi · Fa · Fa# · Sol · Sol# · La · La# · Si · (Do)
| In Do | Do | Lam | Fa | Sol | Rem | Mim |
|---|---|---|---|---|---|---|
| In Re | Re | Sim | Sol | La | Mim | Fa#m |
Ogni accordo si è spostato di due caselle. Il carattere — maggiore, minore — non cambia mai.
Il capotasto: trasporre senza pensarci
Sulla chitarra c'è una scorciatoia: il capotasto sposta il capo delle corde e alza tutto di un semitono per tasto. Metti il capotasto al secondo tasto, suoni le posizioni di Do, e suona in Re.
| Capotasto | Suonando in Do esce | Suonando in Sol esce | Suonando in Lam esce |
|---|---|---|---|
| I | Do# | Sol# | La#m |
| II | Re | La | Sim |
| III | Re# | La# | Sim |
| IV | Mi | Si | Do#m |
| V | Fa | Do | Rem |
| VII | Sol | Re | Mim |
Il capotasto ha anche un effetto timbrico, non solo di altezza: accorciando le corde il suono diventa più brillante e più squillante. È il motivo per cui certi brani suonano «giusti» solo col capotasto in una certa posizione, anche se armonicamente si potrebbero suonare senza.
Trovare la tonalità giusta per la tua voce
Il procedimento, che vale mezz'ora ben spesa una volta nella vita:
- Trova la nota più bassa che canti bene Non la più bassa che emetti: la più bassa che esce piena e udibile.
- Trova la più alta comoda Quella che puoi tenere per qualche secondo senza forzare, e ripetere dieci volte senza rovinarti.
- Scrivile Quella è la tua estensione utile, ed è quasi sempre più stretta di quanto pensi: un'ottava e mezza è già buona.
- Guarda la canzone Qual è la sua nota più alta? E la più bassa? Sposta finché entrambe non cadono dentro la tua estensione.
Il culmine del ritornello dovrebbe cadere vicino al limite alto ma non sopra. Lì il timbro si tende e diventa emotivo: è una risorsa. Se invece è appena sopra, ogni ritornello sarà una lotteria — e in registrazione lo si sente sempre.
Trasporre l'audio già registrato
Diverso da trasporre gli accordi, e ha dei costi:
- Sotto i 2-3 semitoni: gli algoritmi moderni se la cavano bene, soprattutto su strumenti armonici.
- Oltre i 3-4 semitoni: sulla voce cominciano artefatti udibili, e il timbro cambia in modo innaturale (l'effetto «voce di cartone animato», che dipende dallo spostamento delle formanti).
- Sui campioni percussivi: cambia la lunghezza del suono e spesso è proprio quello che si vuole — un rullante trasposto in giù è un altro rullante.
Se prevedi di dover trasporre, decidi la tonalità prima di registrare la voce. È l'unico modo di non pagare niente.
Le tonalità comode per strumento
Trasporre per la voce può rendere un brano scomodo per chi lo suona. Vale la pena sapere dove ogni strumento sta bene, per trovare un compromesso invece di scoprirlo alla prova.
| Strumento | Tonalità comode | Perché |
|---|---|---|
| Chitarra | Mi, La, Re, Sol, Do | Corde a vuoto che risuonano e posizioni aperte |
| Pianoforte | Do, Fa, Sol, Re | Poche alterazioni, mano comoda |
| Basso | Mi, La, Re, Sol | Le corde a vuoto |
| Fiati (sax, tromba) | Fa, Si♭, Mi♭ | Sono strumenti traspositori |
| Archi | Sol, Re, La, Do | Le corde a vuoto |
Nota il conflitto strutturale: chitarra e archi stanno bene nelle tonalità con i diesis, i fiati in quelle con i bemolle. È un problema vecchio quanto le orchestre, e la soluzione è quasi sempre il compromesso — oppure il capotasto, che permette alla chitarra di suonare in posizioni comode dentro una tonalità che non lo sarebbe.
Trasporre a orecchio, senza contare
Chi suona da un po' non conta i semitoni: pensa per gradi. Invece di ricordare «Do, Lam, Fa, Sol» ricorda «I, vi, IV, V», e quel giro lo suona in qualunque tonalità senza tradurre niente.
È il singolo cambio di abitudine che rende trasporre banale, e si acquisisce in poche settimane con un esercizio semplice: quando impari un giro, scrivilo sempre in numeri accanto ai nomi. Dopo un mese i numeri diventano il modo in cui lo ricordi, e i nomi diventano un dettaglio della tonalità in cui lo stai suonando in quel momento. La mappa dei gradi sta in i giri di accordi più usati.
Perché la tonalità originale non è sacra
Molte tonalità nei brani famosi non sono scelte artistiche: sono la conseguenza dello strumento con cui il pezzo è nato, o della voce di chi lo ha cantato per primo, o di un capotasto messo lì per caso.
Cantare un brano nella tonalità dell'originale quando non è la tua è una delle abitudini più diffuse e meno sensate: si finisce per cantare peggio una canzone per rispettare un dettaglio che non riguarda la canzone ma un'altra persona.
Vale la pena aggiungere che perfino il riferimento assoluto è una convenzione: il LA a 440 Hz è uno standard adottato nel Novecento per necessità pratiche, e non ha nulla di naturale. Chi accorda un semitono sotto per comodità vocale sta facendo una scelta legittima quanto quella di chi segue lo standard — argomento su cui si è costruita un'intera discussione, raccontata in la verità sui 432 Hz.
Domande frequenti
Come si traspone una canzone in un'altra tonalità?
Si conta di quanti semitoni ci si sposta e si muovono tutti gli accordi dello stesso intervallo, mantenendo il loro carattere (maggiore resta maggiore, minore resta minore). Poi si verifica cantando: è l'unico controllo che conta.
A che tasto metto il capotasto per suonare in Re?
Al secondo tasto, suonando le posizioni di Do. Oppure al settimo, suonando le posizioni di Sol. Le due soluzioni suonano nella stessa tonalità ma con timbri diversi: più corposo la prima, più squillante la seconda.
Come capisco qual è la tonalità giusta per la mia voce?
Individua la nota più bassa e la più alta che canti comodamente — non al limite: comodamente. Poi sposta la canzone finché la sua nota più acuta cade appena sotto il tuo limite alto. È lì che la voce suona più intensa senza rischiare.