La questione si riassume così: il LA di riferimento dell'orchestra è fissato per convenzione internazionale a 440 Hz. Alcuni sostengono che 432 Hz sarebbe migliore — più naturale, più armonico con l'universo, benefico per l'organismo. Vale la pena separare i fatti storici, le affermazioni verificabili e quelle che non lo sono.
I fatti storici
Per secoli non è esistito nessuno standard. L'altezza del LA variava enormemente da città a città e da epoca a epoca: si trovano riferimenti che vanno all'incirca da 400 a oltre 460 Hz. Uno strumento antico non suonava affatto «a 440».
Nel corso dell'Ottocento si diffuse la tendenza a innalzare progressivamente l'accordatura, perché un'orchestra più acuta suona più brillante, e questo creava problemi ai cantanti. Da qui i tentativi di fissare un riferimento più basso.
È vero che Verdi si espresse contro l'innalzamento del diapason e che in Italia, nel 1884, una commissione governativa fissò il riferimento a 432 Hz. È il fondamento storico reale a cui si appellano i sostenitori dei 432.
Quello che non si trova nelle fonti è un Verdi che attribuisce a quel numero proprietà armoniche, cosmiche o terapeutiche. La sua posizione era pratica e riguardava le voci. L'aggiunta successiva di significati esoterici è una rilettura.
Lo standard a 440 Hz si affermò nel Novecento attraverso una serie di conferenze internazionali e fu poi codificato come norma tecnica. È una convenzione, adottata per necessità pratica: serviva un riferimento comune perché gli strumenti di paesi diversi potessero suonare insieme e perché la radio potesse trasmettere.
Quanto vale davvero la differenza
Otto hertz su 440 corrispondono a circa 32 centesimi di semitono, cioè poco meno di un terzo di semitono. Non è impercettibile: un orecchio allenato lo sente come una differenza di intonazione, e due strumenti accordati diversamente stonerebbero fra loro.
Ma è importante capire cosa non cambia. Tutte le relazioni interne alla musica restano identiche: gli intervalli, gli accordi, i rapporti fra le note. Un brano accordato a 432 è lo stesso brano, leggermente più grave. È esattamente la stessa operazione di trasporre, solo di un terzo di semitono.
Le affermazioni, una per una
| Affermazione | Stato |
|---|---|
| «Il diapason italiano fu fissato a 432 Hz nel 1884» | Storicamente fondato |
| «440 Hz è una convenzione, non una necessità fisica» | Vero, come lo sarebbe 432 |
| «432 è più "matematico" o "naturale"» | Non ha un fondamento: dipende da quali coincidenze numeriche si scelgono di guardare |
| «432 Hz risuona con la frequenza della Terra» | Confonde grandezze non confrontabili. Le risonanze naturali citate stanno intorno ai 7-8 Hz: non sono note musicali. |
| «432 Hz ripara il DNA / guarisce» | Senza alcun supporto scientifico |
| «440 Hz fu imposto per manipolare le masse» | Nessuna documentazione storica lo sostiene |
| «A me suona più caldo» | Legittimo e non contestabile: è una preferenza |
Perché gli esperimenti dicono poco
Esistono studi che confrontano le reazioni all'ascolto di musica a 432 e a 440 Hz, e alcuni riportano differenze. Vanno però letti con attenzione, perché condividono debolezze ricorrenti: campioni molto piccoli, assenza di cecità (i partecipanti sapevano cosa stavano ascoltando), e mancanza di repliche indipendenti.
Il problema del sapere-cosa-si-ascolta è decisivo in questo campo: l'aspettativa influenza enormemente la risposta emotiva alla musica. Un esperimento serio dovrebbe essere in doppio cieco, e la maggior parte di quelli citati non lo è.
Cosa resta di vero, e non è poco
C'è un nucleo ragionevole nella preferenza per un'accordatura più bassa, e conviene riconoscerlo invece di liquidare tutto:
- Per i cantanti fa una differenza reale. Un terzo di semitono in meno, su un brano che sta al limite dell'estensione, si sente e conta. È la ragione storica dell'intera discussione.
- Il timbro degli strumenti cambia leggermente. Non per magia: la tensione delle corde e il comportamento delle risonanze variano, e su alcuni strumenti la differenza è percepibile.
- Se ti piace, ti piace. Non serve una giustificazione cosmica per accordare più basso. È una scelta artistica, e le scelte artistiche non hanno bisogno di prove.
Perché la coincidenza numerica non dimostra niente
Gran parte dell'argomentazione a favore dei 432 Hz si regge su coincidenze aritmetiche: 432 è divisibile per molti numeri, è il quadrato di qualcosa moltiplicato per qualcos'altro, compare in misure di monumenti antichi.
Il problema logico è noto e vale in generale: dato un numero qualsiasi e un insieme abbastanza ampio di operazioni possibili, si trovano sempre coincidenze notevoli. Lo stesso esercizio fatto su 440 produce altrettante relazioni interessanti, e nessuno le cita perché non si stanno cercando.
Una coincidenza numerica diventa un argomento solo se è stata predetta prima di essere cercata, e se le alternative sono state verificate con lo stesso metodo. Nel caso dei 432 nessuna delle due condizioni è soddisfatta.
La confusione fra hertz diversi
L'argomento della «risonanza con la Terra» merita una nota tecnica, perché confonde grandezze che non sono confrontabili.
Le risonanze elettromagnetiche naturali della cavità fra superficie terrestre e ionosfera hanno una frequenza fondamentale intorno a 7-8 Hz. Sono onde elettromagnetiche, non onde sonore, e 7-8 Hz è ben al di sotto della soglia dell'udibile — non è una nota, è una lentissima oscillazione di campo.
Il passaggio che viene fatto per collegarla a 432 richiede una serie di moltiplicazioni per due (i «raddoppi d'ottava») fino a portarla in campo udibile. È un'operazione arbitraria: raddoppiando abbastanza volte si arriva a qualunque numero si voglia, e infatti applicandola con un numero diverso di raddoppi si ottengono valori del tutto diversi.
Come si accorda a 432, se vuoi provare
- Sugli accordatori elettronici c'è quasi sempre un'impostazione per cambiare il riferimento: si porta da 440 a 432 e si accorda normalmente.
- Sui programmi musicali esiste un parametro di intonazione globale, spesso espresso in centesimi: 432 Hz corrisponde a circa -32 centesimi rispetto a 440.
- Sull'audio già registrato si applica una trasposizione di -32 centesimi, che è un'operazione piccola e con artefatti trascurabili.
Il costo pratico
Se registri a 432 Hz, sappi che stai uscendo da un riferimento condiviso. Chiunque debba suonare sopra il tuo brano dovrà accordarsi di conseguenza, i campioni presi da librerie standard non combaceranno, e collaborare diventa più complicato.
Non è un argomento contro: è un costo da mettere in conto e da dichiarare a chi lavora con te. Come per il tempo variabile in a quanti BPM va la tua canzone, vale la pena farlo se il brano lo chiede, non per principio.
Domande frequenti
È vero che la musica a 432 Hz fa bene?
Non esistono prove scientifiche solide a sostegno di effetti terapeutici specifici dei 432 Hz. Gli studi citati a supporto hanno campioni piccoli, non sono in cieco — i partecipanti sapevano cosa ascoltavano — e non sono stati replicati in modo indipendente. Preferire quell'accordatura è legittimo come scelta estetica, non come rimedio.
Perché il LA è a 440 Hz?
È una convenzione internazionale affermatasi nel Novecento e poi codificata come norma tecnica, adottata perché serviva un riferimento comune per far suonare insieme strumenti di paesi diversi. Prima non esisteva alcuno standard: l'altezza del LA variava enormemente da città a città e da epoca a epoca.
Verdi voleva l'accordatura a 432 Hz?
Verdi si oppose all'innalzamento progressivo del diapason, che rendeva difficile la vita ai cantanti, e nel 1884 una commissione governativa italiana fissò il riferimento a 432 Hz. Le sue ragioni erano però pratiche e vocali: non gli si possono attribuire le proprietà armoniche o cosmiche che vengono citate oggi.
Quanto si sente la differenza fra 432 e 440 Hz?
Circa 32 centesimi di semitono, poco meno di un terzo di semitono. Un orecchio allenato la percepisce come differenza di intonazione, e due strumenti accordati diversamente stonerebbero. Tutte le relazioni interne al brano però restano identiche: è lo stesso pezzo, un po' più grave.