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Pubblicare e crescere

SIAE o Soundreef: come funzionano i diritti d'autore in Italia

La distribuzione ti paga per la registrazione. I diritti d'autore sulla composizione sono un'altra cosa, li raccoglie un'altra entità, e vanno attivati a parte.

5 min di lettura Pubblicato il a cura della redazione Sintony

Quando qualcuno esegue, trasmette o riproduce pubblicamente una tua canzone, ti è dovuto un compenso in quanto autore. Nessuno può andare a bussare a ogni radio, locale e piattaforma del mondo: per questo esistono le società di collecting, che raccolgono per conto di migliaia di autori e ridistribuiscono.

Le informazioni di questa pagina hanno una data

Il quadro italiano è cambiato più volte negli ultimi anni e continuerà a cambiare. Quanto segue riflette la situazione ad agosto 2026, ed è una descrizione generale, non una consulenza. Prima di iscriverti, verifica le condizioni aggiornate sui siti ufficiali.

Cosa raccoglie una società di collecting

  • Diritti di esecuzione pubblica — concerti, radio, televisione, locali, musica d'ambiente.
  • Diritti di riproduzione meccanica — copie fisiche e digitali dell'opera.
  • Diritti digitali — la quota d'autore sugli ascolti in streaming, che è distinta da quella pagata al distributore.

Il punto centrale, che merita di essere ripetuto: sono compensi diversi da quelli che ti versa il distributore. Il distributore ti paga per la registrazione; la collecting per la composizione. Su un ascolto in streaming vengono generate entrambe.

Com'è cambiato il mercato italiano

Per decenni la SIAE ha avuto per legge una posizione di esclusiva nell'intermediazione dei diritti d'autore in Italia. Il quadro si è aperto con il recepimento della direttiva europea 2014/26/UE — il decreto legislativo 35/2017 — che ha distinto due categorie di soggetti:

  • OGC — organismi di gestione collettiva, senza scopo di lucro e controllati dagli associati. La SIAE rientra qui.
  • EGI — entità di gestione indipendenti, società a scopo di lucro. Soundreef rientra qui.

L'apertura è stata parziale e a lungo contestata, con interventi dell'autorità di settore e passaggi giudiziari. Un dato pratico da conoscere: fino alla fine del 2024 Soundreef operava in Italia appoggiandosi a LEA, che è stata poi messa in liquidazione; dal 2025 Soundreef opera in Italia direttamente come entità con sede in Irlanda.

Le differenze che contano per chi inizia

SIAEAlternative
NaturaOrganismo senza scopo di lucro, controllato dagli associatiSocietà, con logiche d'impresa
Copertura del territorioCapillare, storicaPiù recente, in crescita
Accordi internazionaliRete estesa e consolidataVariabile, da verificare paese per paese
CostiQuote associative e provvigioniModelli diversi, spesso percentuali
Tempi di liquidazioneStoricamente lunghiSpesso più rapidi

Non esiste una scelta giusta in assoluto: dipende da dove la tua musica viene effettivamente eseguita. Un autore che suona molto dal vivo in Italia e uno che vive solo di streaming internazionale hanno esigenze diverse.

La cosa da sapere prima di iscriversi

Il mandato è esclusivo per categoria di diritto e per territorio: non puoi affidare gli stessi diritti a due soggetti diversi contemporaneamente. Cambiare si può, ma richiede tempi e disdette. Vale la pena informarsi prima invece di iscriversi in fretta perché «tanto poi si vede».

Serve iscriversi subito?

Risposta onesta: dipende da quanto succede alla tua musica.

  • Se pubblichi il primo brano e non suoni dal vivo, i compensi d'autore generati saranno inizialmente minuscoli. L'iscrizione ha un costo che potrebbe superare quello che raccogli.
  • Se suoni dal vivo con regolarità, o se la tua musica passa in radio, in televisione, in locali, o viene usata in video, allora sì: quei compensi esistono e senza iscrizione non li raccoglie nessuno.
  • Se hai un editore, la questione la gestisce lui, e va regolata nel contratto.

Il deposito dell'opera

Iscriversi non basta: ogni brano va depositato, dichiarando chi ha scritto cosa e in quali percentuali. Senza deposito, un compenso raccolto non sa a chi andare.

È il passaggio più trascurato, e quello che genera più conflitti fra collaboratori. Le percentuali si concordano prima, si scrivono, e si depositano coerentemente. Vedi anche fare musica in due.

Cosa non fa una società di collecting

Distinzioni che evitano delusioni:

  • Non protegge la tua opera dal plagio. Il diritto d'autore nasce con la creazione dell'opera, non con il deposito. Il deposito serve a raccogliere compensi e, incidentalmente, a dare una data certa.
  • Non promuove la tua musica.
  • Non gestisce i diritti sulla registrazione. Quelli passano dal distributore o da un'etichetta.
  • Non ti paga se nessuno esegue la tua musica. Sembra ovvio ed è la delusione più frequente dopo l'iscrizione.

Le tre figure di un brano, e chi prende cosa

Una fonte di malintesi enorme fra collaboratori: le figure coinvolte in una canzone sono tre, e ciascuna ha diritti diversi.

FiguraCosa ha fattoChe diritto matura
AutoreHa scritto il testoDiritto d'autore sulla composizione
CompositoreHa scritto la musicaDiritto d'autore sulla composizione
Produttore fonograficoHa realizzato e pagato la registrazioneDiritti connessi sulla registrazione
Artista interpreteHa eseguitoDiritti connessi come interprete
EditoreGestisce e promuove l'operaUna quota della parte d'autore, per contratto

Nella musica indipendente queste figure coincidono quasi sempre nella stessa persona, e per questo si tende a non distinguerle. Il problema si presenta al primo featuring, al primo produttore esterno, alla prima collaborazione — cioè nel momento peggiore, se non se n'è parlato prima.

Cosa scrivere prima di pubblicare, in cinque righe

Un accordo minimo che evita quasi tutti i problemi

Anche in un messaggio, con una data:

Brano «Titolo».
Musica: Tizio 50 %, Caio 50 %.
Testo: Tizio 100 %.
Registrazione (master): Tizio 70 %, Caio 30 %.
Distribuzione a nome di Tizio, che gira le quote entro 30 giorni dall'incasso.

Non è un contratto e non sostituisce un legale. È infinitamente meglio di niente, ed è quello che manca nella quasi totalità dei conflitti fra collaboratori.

Se non ti iscrivi a nessuno

Puoi pubblicare, distribuire e guadagnare comunque dai diritti sulla registrazione, che restano tuoi e li raccoglie il distributore. Quello che perdi è la quota d'autore.

Per chi comincia e pubblica un paio di brani l'anno senza suonare dal vivo, aspettare è una scelta legittima. Il momento giusto per iscriversi arriva quando cominci a chiederti se stai lasciando qualcosa sul tavolo — e a quel punto quasi sempre la risposta è sì.

Domande frequenti

Devo iscrivermi alla SIAE per pubblicare musica?

No. Per pubblicare su una piattaforma di streaming serve un distributore, non una società di collecting. L'iscrizione serve a raccogliere i diritti d'autore sulla composizione, che sono compensi distinti e aggiuntivi rispetto a quelli che ti versa il distributore.

Che differenza c'è fra SIAE e Soundreef?

SIAE è un organismo di gestione collettiva senza scopo di lucro, controllato dagli associati, con una rete di accordi internazionali consolidata. Soundreef è un'entità di gestione indipendente, cioè una società a scopo di lucro. La distinzione fra le due categorie deriva dalla direttiva europea del 2014, recepita in Italia nel 2017.

Posso iscrivermi a due società di collecting insieme?

Non per gli stessi diritti sullo stesso territorio: il mandato è esclusivo per categoria e area geografica. È però possibile, entro certi limiti, affidare categorie di diritti diverse a soggetti diversi. Prima di muoversi conviene verificare le condizioni aggiornate di ciascuno.

Il deposito SIAE protegge dal plagio?

Il diritto d'autore nasce con la creazione dell'opera, non con il deposito: sei titolare dei diritti anche senza depositare nulla. Il deposito serve a permettere la raccolta dei compensi e, come effetto collaterale, a dare una data certa all'opera, che può essere utile in caso di controversia.

Da dove vengono i numeri

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