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Pubblicare e crescere

Come pubblicare la tua musica su Spotify (e su tutto il resto)

Non si carica niente su Spotify: si passa da un distributore. E la parte che conta davvero non è il caricamento, sono i dieci minuti prima.

5 min di lettura Pubblicato il a cura della redazione Sintony

Su Spotify non si carica niente. Spotify riceve la musica dai distributori digitali, che sono aziende accreditate a consegnare cataloghi alle piattaforme. Tu paghi (o dividi) con un distributore, e lui manda il tuo brano a Spotify, Apple Music, YouTube Music, Amazon, Deezer, TikTok e a decine di altri servizi contemporaneamente.

I due diritti che nessuno distingue, e che vanno distinti

Questa è la parte che confonde di più, e sbagliarla costa soldi veri per anni.

Diritti sulla registrazioneDiritti sulla composizione
RiguardanoQuella specifica incisioneMusica e testo, indipendentemente da chi li esegue
Di chi sonoDi chi ha prodotto la registrazioneDi autore e compositore (e dell'editore, se c'è)
Chi li raccoglieIl distributoreUna società di collecting
Come si attivanoCaricando il branoIscrivendosi e depositando l'opera
L'errore che si paga

Pubblicare tramite un distributore attiva solo i diritti sulla registrazione. I diritti d'autore sulla composizione restano lì, non raccolti, finché non ti iscrivi a una società di collecting e depositi l'opera. È un percorso separato, e va fatto — vedi SIAE o Soundreef.

Cosa preparare prima

  1. Il file audio WAV, 44,1 kHz, 16 o 24 bit. Non MP3: alcuni distributori lo accettano, ma parti da una qualità già degradata.
  2. La copertina Quadrata, almeno 3000×3000 pixel, senza scritte promozionali («nuovo singolo», «disponibile ora»), senza loghi di piattaforme, senza siti web. Vengono rifiutate. Vedi copertina e metadati.
  3. I metadati Titolo, nome d'arte, autori con i rispettivi ruoli, genere, lingua, anno, ISRC.
  4. Il testo Non obbligatorio ma sempre più rilevante per essere trovati.

L'ISRC e l'UPC

  • ISRC — il codice che identifica univocamente quella registrazione. Serve per contare gli ascolti e attribuire i compensi. Lo assegna il distributore, gratuitamente.
  • UPC — il codice che identifica la pubblicazione (singolo, EP, album). Anche questo lo dà il distributore.

Regola importante: un ISRC per registrazione, e non cambiarlo mai. Se ripubblichi lo stesso brano con un ISRC nuovo, gli ascolti ripartono da zero e la cronologia si spezza.

La data di uscita: tre o quattro settimane, non due giorni

Tecnicamente un brano può uscire in pochi giorni. Nella pratica conviene fissare la data ad almeno tre-quattro settimane, per una ragione precisa: è la finestra in cui il brano può essere considerato per le playlist editoriali, e quella candidatura si fa prima dell'uscita, dalla piattaforma per artisti.

Chi pubblica con due giorni di anticipo rinuncia a quella possibilità senza saperlo. Ne parliamo in come si entra nelle playlist.

Cosa fare subito dopo la pubblicazione

  1. Reclama il profilo artista Su Spotify e su Apple Music esistono strumenti gratuiti per artisti. Danno accesso a foto, biografia, statistiche e candidature alle playlist.
  2. Controlla che il brano sia attribuito a te Se hai un nome d'arte simile a qualcun altro, capita che finisca sul profilo sbagliato. Si corregge, ma prima ci si deve accorgere.
  3. Verifica i metadati Nome scritto giusto, autori corretti, testo presente.
  4. Deposita l'opera Se non l'hai già fatto.

Quanto costa

Due modelli, entrambi legittimi:

  • Canone annuale — paghi una cifra fissa e tieni il cento per cento degli incassi. Conviene se il brano genera più del canone.
  • Gratis con trattenuta — non paghi nulla e il distributore trattiene una percentuale (spesso intorno al 10-20 %). Conviene se non sai quanto genererà, cioè quasi sempre all'inizio.

Il confronto va fatto sul totale, non sul prezzo di listino: alcuni servizi «gratuiti» hanno costi nascosti sui ritiri o sulle uscite dal catalogo. Vedi come si sceglie un distributore.

Il conto realistico

Vale la pena saperlo prima, per non rimanerci male: le piattaforme pagano frazioni di centesimo per riproduzione, con valori che variano per paese, tipo di abbonamento e periodo. Nel 2026 le stime più diffuse per Spotify oscillano fra 0,003 e 0,005 dollari per ascolto, e da aprile 2024 esiste una soglia minima: sotto i mille ascolti in dodici mesi un brano non genera compensi da registrazione.

Tradotto: la pubblicazione non è un modo per guadagnare all'inizio. È un modo per esistere — perché un brano non pubblicato non può essere trovato da nessuno. I numeri per esteso stanno in quanto si guadagna davvero con lo streaming.

Il calendario di un'uscita

Le date contano più di quanto sembri, e quasi tutte le occasioni si perdono per essere arrivati tardi. Un calendario realistico, contando all'indietro dal giorno di uscita:

QuandoCosa
-6 settimaneMaster finito, copertina pronta, metadati scritti
-4 settimaneCaricamento sul distributore con data fissata
-3 settimaneCandidatura alle playlist editoriali dalla piattaforma per artisti
-2 settimaneSi comincia a dirlo alle persone, una per una
-1 settimanaVerifica che il brano sia sul profilo giusto e che i dati siano corretti
Giorno 0Uscita. Si chiedono salvataggi, non ascolti.
+1 settimanaSi guarda cosa è successo, senza panico: i dati dei primi giorni sono rumorosi

La riga che fa la differenza è quella a meno tre settimane. Vedi come si entra nelle playlist: è gratis, ed è l'unica candidatura ufficiale che esista.

Cosa non serve, e viene venduto

  • Pacchetti promozionali «garantiti». Nessuno può garantire posizionamenti o ascolti. Chi lo promette sta vendendo traffico artificiale o niente.
  • Comunicati stampa a pioggia. Un comunicato mandato a duecento indirizzi generici produce zero risposte. Cinque messaggi personali a persone che si occupano davvero di quel genere ne producono qualcuna.
  • Verifiche a pagamento. I profili artista sulle piattaforme principali si reclamano gratuitamente.
  • Codici ISRC comprati. Li fornisce il distributore senza costi aggiuntivi.

Gli errori da non fare

  • Pubblicare con campioni non autorizzati. I sistemi di riconoscimento li trovano, e il brano viene bloccato o gli incassi dirottati. Vedi campioni e licenze.
  • Scegliere un nome d'arte già usato. Controlla prima su una piattaforma: cambiarlo dopo significa perdere tutto.
  • Comprare ascolti. Le piattaforme li rilevano, e le sanzioni vanno dalla cancellazione dei compensi alla rimozione del brano.
  • Non tenere i file. Conserva il master, il progetto e le tracce separate. Fra tre anni ti serviranno.

Domande frequenti

Quanto costa pubblicare una canzone su Spotify?

Dipende dal distributore: alcuni chiedono un canone annuale e ti lasciano il cento per cento degli incassi, altri sono gratuiti e trattengono una percentuale, di solito fra il 10 e il 20 per cento. Non si può caricare direttamente su Spotify: serve sempre un intermediario accreditato.

Quanto tempo ci vuole perché il brano esca?

Tecnicamente pochi giorni, ma conviene fissare la data ad almeno tre o quattro settimane: è la finestra necessaria per candidare il brano alle playlist editoriali, cosa che si fa prima dell'uscita e non dopo.

Devo iscrivermi alla SIAE per pubblicare su Spotify?

No, sono due cose separate. La distribuzione attiva i diritti sulla registrazione; l'iscrizione a una società di collecting serve a raccogliere i diritti d'autore sulla composizione. Puoi pubblicare senza, ma quei compensi non li incasserà nessuno per te.

Che file serve per pubblicare un brano?

Un WAV a 44,1 kHz, 16 o 24 bit, e una copertina quadrata di almeno 3000×3000 pixel senza scritte promozionali o loghi di piattaforme. Molti rifiuti in fase di distribuzione dipendono proprio dalla copertina, non dall'audio.

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