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Fare musica

Quando non esce niente: dodici vincoli che sbloccano

Il foglio bianco non è mancanza di idee: è eccesso di possibilità. Ogni vincolo che aggiungi è una decisione in meno da prendere.

5 min di lettura Pubblicato il a cura della redazione Sintony

Il blocco creativo viene raccontato come assenza: non ho idee. Quasi sempre è il contrario — hai troppe strade aperte e nessun motivo per preferirne una. Con un programma musicale davanti puoi fare letteralmente qualunque cosa, e «qualunque cosa» è l'unica richiesta a cui il cervello non sa rispondere.

La cura non è aspettare l'ispirazione. È togliere opzioni finché la scelta diventa banale.

Perché i vincoli funzionano davvero

Prendere una decisione ha un costo, e quel costo non dipende da quanto è importante la decisione ma da quante alternative valuti. Sedici scelte da sedici alternative ciascuna stancano più di sedici scelte da due. Chi lavora bene non ha più idee degli altri: ha meno decisioni aperte contemporaneamente.

C'è anche un effetto secondario, meno ovvio: il vincolo produce soluzioni che non avresti mai cercato. Se ti proibisci la batteria, devi trovare il ritmo altrove — e quello che trovi non somiglia a niente che avresti fatto con la batteria a disposizione.

I dodici vincoli

Sulla materia

  1. Tre suoni in tutto Un brano intero con tre strumenti e basta. Nessuna eccezione, nemmeno per «un piccolo effetto».
  2. Un solo accordo Tutto il brano su un accordo, e la varietà la fai col ritmo e con la melodia. Interi generi vivono così.
  3. Solo suoni registrati oggi Niente librerie: esci, registra dieci cose col telefono, e costruisci il brano solo con quelle.
  4. Niente batteria Il ritmo lo deve fare qualcos'altro: un basso a staccato, una chitarra a corde smorzate, la voce.

Sul tempo

  1. Trenta minuti, cronometro acceso Alla scadenza si esporta com'è. La bassa qualità è concessa; il non finito no.
  2. Otto battute e stop Un solo loop, curato benissimo. Serve a rompere il ciclo delle bozze da tre minuti mai finite.
  3. Nessun tasto annulla Quello che fai resta. Fa paura, e in mezz'ora ti insegna a decidere.

Sul punto di partenza

  1. Parti dalla fine Scrivi prima l'ultima sezione del brano. Poi chiediti come ci si arriva.
  2. Parti da un titolo Una frase che ti piace, e la canzone deve poterla contenere. Vedi il titolo di una canzone.
  3. Parti da un brano che odi Prendine la struttura — solo la struttura — e riempila con la tua musica.

Sul metodo

  1. Rallenta del trenta per cento Prendi una tua idea che non funziona e portala a 70 BPM se stava a 100. Metà delle volte il problema era il tempo.
  2. Fallo per qualcuno Scegli una persona vera e scrivi il brano per lei, come se dovessi mandarglielo domani. È il vincolo che funziona più spesso di tutti.
Se ne provi uno solo

Prova il dodicesimo. Scrivere «per qualcuno» sposta la domanda da è bello? — a cui non sai rispondere — a le arriverebbe?, a cui sai rispondere benissimo. È lo stesso motivo per cui una dedica si scrive in tre minuti e un post pubblico richiede mezz'ora.

Il blocco che non è un blocco

Distinzione importante, perché i rimedi sono opposti.

Il blocco vero è: mi siedo, non esce niente, mi alzo. Si cura coi vincoli.

Il falso blocco è: esce roba, ma la butto tutta perché non è all'altezza. Non è un blocco: è la distanza fra il tuo gusto e le tue capacità. Il gusto si forma prima delle mani, e per un periodo — che può durare anni — riconosci il mediocre in quello che fai senza ancora saper fare meglio.

Quella distanza non si chiude smettendo, e non si chiude nemmeno pensandoci. Si chiude producendo quantità. È l'unico caso in cui il consiglio «fanne tanti» non è banale ma tecnicamente corretto.

Il momento della giornata, che conta più di quanto sembri

Una constatazione pratica che vale più di molti consigli sulla creatività: la stessa persona, alle nove del mattino e alle undici di sera, produce cose diverse — e non c'è un momento migliore in assoluto, ce n'è uno migliore per ciascuna fase.

FaseQuando funziona meglioPerché
Trovare ideeQuando sei un po' stancoIl filtro critico è più debole, e le idee nuove passano
Scegliere fra ideeDa riposatoServe giudizio, non produzione
Lavoro meccanico (montaggio, pulizia)Quando non sei ispiratoNon richiede creatività e va comunque fatto
MixareNelle prime ore di ascolto della giornataL'orecchio si affatica in fretta

Conseguenza operativa: quando ti siedi e non «esce niente», è probabile che tu stia cercando di fare la fase sbagliata. Se non arrivano idee, fai il lavoro meccanico che hai in sospeso — sistemare i nomi delle tracce, pulire una registrazione, sistemare un arrangiamento. Non è un ripiego: è la fase per cui quel momento è adatto.

Il vincolo che non funziona (e viene consigliato sempre)

«Scrivi ogni giorno alla stessa ora, che sia ispirazione o no.» È un consiglio preso a prestito dalla scrittura, dove funziona meglio, e che in musica ha un difetto specifico: la musica richiede di ascoltare, e la capacità di ascoltare non è disponibile a comando come quella di scrivere parole.

Una versione che funziona: presentarsi ogni giorno, ma con compiti diversi a seconda di come stai. La disciplina sta nel sedersi, non nel produrre la stessa cosa. Trenta minuti passati a riordinare la cartella delle bozze contano come sessione, e spesso è proprio lì che si trova il pezzo da cui ripartire.

La cartella delle cose non finite

Tienila, e tienila in ordine: ogni bozza con un nome che dica cos'è («giro triste piano», «beat veloce charleston»), non «idea 47».

Serve a due cose. La prima è che quando sei bloccato hai già venti punti di partenza. La seconda, meno ovvia: due bozze mediocri messe insieme fanno spesso un brano buono. Il giro che non andava da nessuna parte più il ritornello che non aveva un contesto. Succede molto più spesso di quanto ci si aspetti, e succede solo se le bozze sono ritrovabili.

E se il problema non è la musica

Vale la pena dirlo, perché è la causa più frequente e la meno considerata: il blocco creativo prolungato spesso non è un problema creativo. È stanchezza, o è che nella tua vita non sta entrando niente di nuovo.

Fare musica è in buona parte ricombinare cose che hai sentito. Se da sei mesi ascolti le stesse quaranta canzoni, il materiale da ricombinare si esaurisce, e nessun vincolo lo rimette dentro. La cura è dall'altra parte: ascoltare cose che non sceglieresti. Ne parliamo in come scoprire musica nuova davvero.

Domande frequenti

Quanto dura di solito un blocco creativo?

Non c'è una durata tipica, perché nella maggior parte dei casi non è uno stato che passa da solo ma una condizione che si mantiene: continuare a sedersi davanti allo stesso progetto irrisolto lo prolunga. Cambiare vincolo o cambiare progetto lo interrompe quasi sempre in una sessione.

È normale buttare via quasi tutto quello che scrivo?

Sì, ed è così anche per chi lo fa di mestiere: molti autori professionisti scrivono decine di brani per pubblicarne uno. La differenza non è nella percentuale di scarto, è nella quantità prodotta.

Meglio insistere su un progetto o cambiare?

Regola pratica: se sei fermo sullo stesso punto da tre sessioni, cambia. Se hai passato tre sessioni facendo cose diverse ma nessuna finita, insisti su una. Il blocco quasi sempre sta nell'estremo opposto a quello dove ti trovi.

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